Ordinary Enchantment

  • Stefano Gardel
  • 2016
  • N. Inv. 440.16.07
  • Edizione 100 + 2 AP
  • Categorie: Interni

Le luci dei lampadari si riflettono sul pavimento scuro e levigato dando vita a macchie lucide e luminose. Nell'immagine c'è una profonda simmetria, e i punti di luce si ripetono regolarmente nel buio della sala. La capacità magnetica dello scatto è in grado di attirare chi lo osserva proiettandolo al proprio interno, insieme alle due persone presenti al centro dello spazio: la sala, priva di mobili o altri arredi, invita al movimento, come se volesse suggerire una danza per riempire la vastità dello spazio vuoto.
Giovane talento milanese, Stefano Gardel sviluppa la sua innata passione per l’arte attraverso i numerosi viaggi compiuti per il mondo a scopo lavorativo e per piacere. Viaggiatore instancabile, Gardel si specializza in street photography e in paesaggistica. Quando si trova in un ambiente urbano, l’artista sfrutta los pazio per creare una sovrapposizione di piani e quindi di palazzi, ferrovie,abitazioni, edifici che spuntano uno dietro l’altro, come se fosse un gioco di incastri. Questa tecnica è evidente nella serie The high skyline, che ha come protagonista la New York meno conosciuta, a tratti irriconoscibile. In Time square reflections, invece, abbiamo un ritratto della Grande Mela più familiare; qui infatti sono centrali le luci al neon delle immense pubblicità che nascondono la presenza dei passanti. Seguono anche scatti paesaggistici in cui Gardel riprende la sua Svizzera e le Dolomiti, serie che denota profonda suggestione nel modo in cui ritrae montagne, prati e foreste.