Almost There

  • Stefano Gardel
  • 2016
  • N. Inv. 440.16.09
  • Edizione 100 + 2 AP
  • Categorie: Architettura

Nel buio della notte le luci delle auto e delle insegne si specchiano sull’asfalto bagnato creando un gioco di riflessi e di colori molto suggestivo. Le auto incolonnate lungo la strada suggeriscono l’idea di un movimento, una vitalità tesa a raggiungere un luogo, una persona, un obiettivo finale del tragitto. Le luci producono aloni in contrasto con il tetro buio notturno, risaltano in questa atmosfera scura attraendo l’interesse dello sguardo di chi osserva. Questo, infatti, si posa sulle insegne e si sforza di capire quale sia la città ritratta scoprendo, al tempo stesso, scorci del proprio vissuto quotidiano.
Giovane talento milanese, Stefano Gardel sviluppa la sua innata passione per l’arte attraverso i numerosi viaggi compiuti per il mondo a scopo lavorativo e per piacere. Viaggiatore instancabile, Gardel si specializza in street photography e in paesaggistica. Quando si trova in un ambiente urbano, l’artista sfrutta los pazio per creare una sovrapposizione di piani e quindi di palazzi, ferrovie,abitazioni, edifici che spuntano uno dietro l’altro, come se fosse un gioco di incastri. Questa tecnica è evidente nella serie The high skyline, che ha come protagonista la New York meno conosciuta, a tratti irriconoscibile. In Time square reflections, invece, abbiamo un ritratto della Grande Mela più familiare; qui infatti sono centrali le luci al neon delle immense pubblicità che nascondono la presenza dei passanti. Seguono anche scatti paesaggistici in cui Gardel riprende la sua Svizzera e le Dolomiti, serie che denota profonda suggestione nel modo in cui ritrae montagne, prati e foreste.