Götterdämmerung

  • Nicola Bertellotti
  • 2015
  • N. Inv. 156.15.02
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Interni
Formato S
33x50cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
33x50cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Cornice Americana Montaggio
 
Formato M
53x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
53x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Cornice Vetrina Montaggio
 
53x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 
Formato L
66x100cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
66x100cm Dimensioni
Inkjet Pigmented Print su carta Hahenemuhle Photorag Ultra Smooth Tecnica
Montata su Dibond Montaggio
 
82x120cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 
Formato XL
100x150cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata su Dibond Montaggio
 
100x150cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 
100x150cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass opaco Montaggio
 

Il titolo si riferisce al Crepuscolo degli Dei, il quarto e ultimo dei drammi musicali che costituiscono L’Anello del Nibelungo, la tetralogia di Richard Wagner. 
Il soggetto del dramma (il götterdämmerung appunto) è l’armageddon, la fine del mondo nella mitologia nordica. L’opera, che sembra rappresentare il momento di silenzio assoluto successivo all’evento apocalittico, si sviluppa negli interni di un palazzo nobile e abbandonato, ricco di simbolismi e narrazioni: l’aquila domina e sovrasta un leone; due ritratti in bianco e nero appesi alle pareti rimandano a una storia lontana; la scultura, elemento tipico delle fotografie di Bertellotti, è portatrice di un tempo sospeso e infinito mentre la porta aperta apre sul dipinto di un mondo idilliaco ancora poggiato a cavalletto.
L’approccio alla fotografia da parte di Bertellotti è sicuramente influenzato da alcuni passaggi cruciali della sua carriera, come per esempio la lettura de L’usage du monde di Nicolas Bouvier dalla quale l’artista apprende la volontà di raccontare tutto ciò che incontra come un affresco, mettendo in risalto la nuda realtà dei luoghi che incontra. La filosofia di John Ruskin, permeata da un senso di caducità, si radica profondamente nella sua visione del mondo ed è alla base degli scatti della serie Residential.
Dopo gli studi di storia presso l’Università di Pisa, Nicola Bertellotti elabora una personale visione orientata verso un’estetica della decadenza, in cui è profondamente radicato il senso di caducità di ogni cosa. La sua ricerca si concretizza nella prima mostra personale Fenomenologia della Fine che gli viene dedicata nel 2013 in provincia di Lucca. L’esposizione si ripete nel 2014, a Pisa, e nello stesso anno Petrartedizioni ne fa una pubblicazione con testi di Pier Luigi Pinelli. Nel 2014 prende parte al Festival Fotografico Europeo (Busto Arsizio) dove espone Damnatio Memoriae ed è protagonista in Toscana con la mostra Focus on/ così com’è che Francesca Sensi Arte a Colori Galleria gli tributa. Partecipa ad Affordable Art Fair e a Set Up Art Fair nel 2015. Nello stesso anno lo spazio espositivo #091LAB (Palermo) gli dedica la mostra personale Il lungo addio. Nicola Bertellotti è attivo nell’intervento a conferenze e workshop. Nel 2016 espone Hic Sunt Dracones a Castel dell’Ovo (Napoli). Nel 2017 realizza il progetto speciale Blue eye al Museo D’Arte Contemporanea LIMEN, Collezione Permanente (Vibo Valentia) e nel 2016 partecipa con CODICE MIA al Mia Photo Fair (Milano).