Palazzo della Civiltà Italiana, Roma

  • Angelo Morelli
  • 2013
  • N. Inv. 17.14.05
  • Edizione 100 + 2 AP
  • Categorie: Architettura
Formato XS
30x20cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
Formato S
50x33cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
Formato M
80x53cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
80x53cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 
Formato L
120x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
80x120cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 

Il Palazzo della Civiltà Italiana, talora anche chiamato della Civiltà del Lavoro, è un edificio monumentale e iconico che si trova a Roma nel moderno quartiere dell'EUR. Completato definitivamente al termine della Seconda Guerra Mondiale, l’edificio a pianta quadrata appare come un parallelepipedo a quattro facce uguali, presenta 54 archi per facciata e in ragione di ciò è stato ribattezzato anche "Colosseo quadrato". La fotografia è al tempo stesso il riassunto di una visione ideologica del popolo italiano descritto, stando alle parole incise sulla fronte dell’edificio, come “Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”.
Angelo Morelli si avvicina alla fotografia quando, visitando il Museo Reina Sofía di Madrid, si imbatte in una retrospettiva di Robert Capa dedicata alla guerra civile spagnola. La sua strada però, segnata dall’esempio del fotografo ceco Josef Koudelka, non prende la direzione del reportage di guerra ma è improntata alla fotografia di paesaggio, architettura e di viaggio, di cui sono testimonianza i reportage ambientati a Cuba, in Marocco, in Romania, in Argentina, in Madagascar e in Egitto. Tra il 2005 e il 2006 per il Ministero del Turismo del Marocco realizza le fotografie delle campagne stampa italiane e partecipa a diverse spedizioni nel Sahara libico, durante le quali segue la Missione Archeologica Italiana-Libica documentandone il lavoro. Negli stessi anni è protagonista a Bergamo, dove partecipa a due mostre collettive - La città che sale (2005, Complesso di Sant’Agostino) e faces:places=art:emotion (2006, Museo Storico). Dopo aver collaborato per anni con l’agenzia olandese The Cover Story, specializzata in servizi foto-giornalistici, attualmente è legato all’agenzia inglese Millennium Images. Dal 2010 lavora per la Regione Piemonte alla creazione di un grande archivio dell’architettura barocca piemontese. Nel 2013 espone a Museo a cielo aperto di Camo (Cuneo), un progetto artistico curato da Claudio Lorenzoni.