Vanitas

  • Paolo Hyena Lasagni
  • 2013
  • N. Inv. 19.14.06
  • Edizione 100 + 2 AP
  • Categorie: Concept, Still life

L’immagine è doppia e la linea bianca che la taglia in due ricorda uno specchio che origina un riflesso. Non si tratta, però, di un riflesso veritiero: ad essere proposte sono due realtà diverse, due sviluppi di una stessa storia. La fotografia è spuria, graffiata dai segni di un’arte materica e concreta di cui i tratti bianchi sono il segno tangibile. Paradossalmente ancora più tangibile è il segno del tempo, vera grande differenza che separa gli scatti e che si manifesta nella candela, la cui fiamma è accesa in una versione e spenta nell’altra.
Paolo Hyena Lasagni nasce nel 1965 e inizia a fotografare alla fine degli anni Settanta e consegue, sotto la guida di Patrick Zackmann, il Magnum Photos Masterclass. Nel 2000 inaugura un percorso creativo contaminando le proprie fotografie con la pittura, le tecniche di restauro e le tecniche analogiche. Attraverso le prime collaborazioni con gallerie nazionali, tra il 2002 e il 2006 colleziona un ampio numero di mostre, tutte nel fertile territorio emiliano. Nel 2008, la sua ricerca emigra verso confini internazionali. È protagonista di due mostre collettive, allestite l’una presso la Gallery Bar di New York, Senza titolo, e l’altra presso la State of the Arts di Hong Kong. Nello stesso anno avvia i rapporti, destinati a intensificarsi, con Orler Gallerie d’Arte - storica galleria d’arte veneziana che ha dato luce a opere di Emilio Vedova -  che gli dedica tre personali tra il 2008 e il 2009. Partecipa per la prima volta ad Art Verona nel 2010 e, sempre in quell’anno, ad Art Fair Step 09 Art Fair – Milano. L’anno successivo, nel 2011, dopo la partecipazione alla XXI^ edizione di Tuyap Istanbul Art Fair, espone i suoi lavori in occasione di Fotografia Europea - Verde bianco rosso. Una fotografia dell’Italia, a cura di Elio Grazioli, con la collaborazione, tra gli altri, di Alberto Melloni, Gigliola Foschi, Walter Guadagnini e Sandro Parmiggiani. Ancora nel 2011, la Hubert Gallery di New York, da sempre attiva nella promozione di giovani artisti accanto a maestri della storia dell’arte del calibro di Matisse, Picasso, Lichtensteine Calder, gli dedica una personale, Ad occhio nudo. È protagonista al Salone internazionale del Mobile nel 2012, evento per cui Marco Morandini cura l’esposizione collettiva The Wunderkammer Visionnaire. L’anno successivo è tra i protagonisti di Bologna Arte Fiera (2013). Artista poliedrico, accanto ala ricerca fotografica ha intrapreso, sin dagli anni ’80, una ricerca in diversi campi, tra cui la scena musicale, la moda, lo spettacolo e il video, debuttando insieme a Ferdinando Anceschi con l'opera prima Emiliana, premiata nel 2003 al primo Videofestival di Brescello con il Primo Premio Don Camillo d’Oro.