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  • Gianna Carrano
  • 2009
  • N. Inv. 249.15.05
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Persone
Formato S
40x50cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
40x50cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 

L’uso del cappello come copricapo è attestato fin dall’antichità e se ne ritrova memoria presso numerosi popoli, dai faraoni dell’antico Egitto alle civiltà dell’estremo Oriente. Accanto a un utilizzo più quotidiano, per proteggersi dal sole e dalle intemperie, soprattutto durante i viaggi, esso acquisiva un particolare valore a seconda delle circostanze in cui veniva indossato, divenendo emblema di una religione o simbolo del potere, e mantiene questa duplice funzione ancora oggi. In contrapposizione a questa esigenza di chiara riconoscibilità, l’uso del cappello può giocarsi anche su un livello ulteriore, più intimo e personale, poiché diviene un efficace strumento per celare agli altri la propria identità fisica, preservando un’aura di ambiguità e di mistero. Come in questi scatti, in cui i soggetti non si mostrano direttamente all’osservatore ma si nascondono dietro un copricapo, trasformandolo nel fulcro visivo dell’intera composizione, su cui inevitabilmente converge il nostro sguardo. In questo modo il cappello stesso diviene il protagonista indiscusso di queste fotografie, fungendo da collegamento tra l’interiorità dell’individuo e la realtà circostante, tra soggettività e oggettività.
Gianna Carrano vive e lavora tra Milano e Barcellona. Inaugura la sua carriera fotografica nel 2009, anno in cui presenta alcuni scatti in occasione del FuoriSalone di Milano, città che la ospita anche al Milano Photo Festival nel 2011 e nel 2013. Nello stesso anno, espone per BRERART e per mostre collettive realizzate a Milano dalla galleria La Torre, Fabbrica EOS e Spazio Kryptos Gallery. Dopo le installazioni milanesi, nel 2014 partecipa alla Fiera d’Arte Contemporanea di San Sebastian. Distintasi per il totale uso del bianco e del nero, per la nudità dei soggetti e la costante ricerca di luci e ombre, nel 2015 le opere della serie Abriendo puertas vengono esposte all’Istituto italiano di Cultura di Barcellona. Gianna Carrano affianca il lavoro di fotografa all’attività di giornalista per la rivista online Coolmag. In qualità di giornalista ha realizzato inoltre numerosi libri d’artista in cui, attraverso parole e fotografie, racconta la storia di alcuni grandi artisti, tra cui Aldo Mondino, Maurizio Cattelan e Mimmo Rotella.