The sound of silence 1

  • Sara Aletti
  • 2015
  • N. Inv. 281.16.09
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Paesaggio, Nudo

Due immagini quasi identiche e distinguibili solo tramite un dettaglio, fondamentale, e non casualmente posizionato nell’angolo inferiore del riquadro, sulla destra. Quella che Sara Aletti lancia agli osservatori dei suoi scatti è una sfida a capire cosa l’abbia spinta a voler rendere così apparentemente impercettibile la differenza tra le due immagini.
In un paesaggio montano e rigoglioso una donna, nuda, dall’alto di una rupe domina la valle. Accanto a lei una grande arpa, unico elemento artificiale in uno scatto che ritrae solo la natura. La postura della donna cambia da una immagine all’altra, in una il corpo si erge e si mostra interamente mentre nell’altra è rannicchiato su se stesso e dà le spalle a tutto ciò che lo circonda. L’atteggiamento della donna muta da uno scatto all’altro, mentre un particolare rimane costante e immutato: l’arpa. La sua posizione non cambia, ed è curioso notare la centralità che questo strumento musicale ha in una serie di scatti che richiamano, nel loro nome, il silenzio.
Giovane talento emergente, Sara Aletti si fa strada nel mondo della fotografia da autodidatta. Sperimenta molti stili e passa attraverso diverse fasi: riesce cosìad avere sempre più coscienza delle sue capacità artistiche. In poco tempo la nitidezza e l’esposizione degli scatti raggiungono livelli professionali. È il momento in cui la fotografa interrompe il suo lungo periodo di sperimentazione per concentrarsi su uno stile preciso, che l’artista sente sempre più suo:il nudo femminile. Nelle serie Just her e Into the Mystic, colto in posa su un letto di luce o sdraiato nella natura sconfinata, il corpo ritratto è un’immagine potente e sensuale. Tra le lenzuola bianche corpi nudi si allungano e si contorcono, in un limbo che oscilla tra il rilassamento e la disperazione: chi osserva non sempre riesce a riconoscere quale sia l’origine della posizione ritratta nello scatto e resta senza risposta. L’artista, infatti, non riprende mai le espressioni del viso, veicolo dell’emotività per eccellenza, in contrasto con l’importanza conferita alle linee del corpo. Nel 2015 segue la serie Earth calling, massima espressione del nudo in natura, in un contesto paesaggistico ancora più selvaggio, in cui il soggetto è ripreso mentre si muove in lontananza.
Il talento, a cui sono seguiti grandi risultati, permette all’artista di ottenere riconoscimenti importanti come il primo posto del Concorso ARFFissima (2014e 2015), oltre alla possibilità di presentare il progetto Into the Mystic a Torino, in occasione della mostra Rewind - Rewild.