Spazio incantato #3

  • Pino Dal Gal
  • 2015
  • N. Inv. 288.16.07
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Paesaggio
Formato M
53x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata su Dibond Montaggio
 
53x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Cornice Vetrina Montaggio
 
53x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Cornice a coltello Montaggio
 
Formato L
80x120cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata su Dibond Montaggio
 
80x120cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Cornice a coltello Montaggio
 
80x120cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 
80x120cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass opaco Montaggio
 
Formato XL
120x168.5cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata su Dibond Montaggio
 

Il giardino Giusti di Verona è uno dei più interessanti esempi di giardino all’italiana nel nostro Paese, ricco di fiori, statue, fontane, grotte artificiali e labirintiche siepi. Nel corso dei secoli è stato oggetto dell’attenzione e dell’interesse di un gran numero di illustri personaggi che lo hanno visitato e celebrato all’interno delle loro memorie; Mozart, Cosimo de’ Medici e, in particolar modo, Goethe ne rimasero fortemente affascinati. Pino Dal Gal ne ha fatto lo scenario incantato di questa serie, dando vita a delle fotografie avvolte da un’aura di magico mistero. Sono immagini ricche di contrasti, sia a livello cromatico che temporale. I colori che contraddistinguono l’ambiente circostante sono forti, squillanti, spinti quasi al limite, e si scontrano con i toni neutri della pietra, che porta su di sé i segni della memoria e del tempo. È uno scontro tra passato e presente, tra antico e moderno. L’attenzione del fotografo si concentra principalmente sulle statue mitologiche che popolano il giardino, mettendone in luce i gesti e gli sguardi. Le osserva silenziosamente, ora da lontano, ora da vicino. Luigi Meneghelli ha definito Dal Gal un «sublime voyeur» in quanto «non si limita alla rivelazione delle apparenze, ma dà avvio a un percorso infinito di sguardi, quasi a voler cogliere l’intimità delle cose, il respiro del mondo».
Nome di punta della fotografia italiana, Pino Dal Gal nasce a Verona, dove sviluppa la propria sensibilità artistica. A Milano perfeziona le tecniche di ripresa, dedicandosi totalmente alla fotografia di costume. Nel frattempo lavora ai servizi editoriali di Mondadori e apre a Verona un’agenzia di pubblicità ma la fotografia rimane la sua prima occupazione. Diventa strumento di denuncia sociale con le collezioni Chicken Story, Mensa Aziendale e La Cava, che con taglio giornalistico riportano la particolare condizione dell’ambito lavorativo nell’Italia degli anni ’70. È il periodo delle prime esposizioni estere tra cui le Galerie Vinci 1840 di Parigi nel 1977, la Canon Gallery di Amsterdam e il Taller Fotografico di Barcellona lo stesso anno. Nel 1977 Helmut Gernsheim porta molte delle sue fotografie negli Stati Uniti e le cede alla collezione fotografica dell’University of Texas, Austin. Gli anni ’80 lo vedono concentrato sulla ricerca di forme antropomorfe di rocce e nudi. Lo stesso Gernsheim lo sceglie per rappresentare l’Italia nella Selezione Internazionale di Fotografia di Hildesheim, e successivamente quale unico fotografo italiano per l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo Guggenheim a Venezia. Nel 2000 è presente al Centro Internazionale di Fotografia - Scavi Scaligeri di Verona ed espone alla Keith de Lellis Gallery (New York); nel 2001 partecipa alla 1°Biennale Annali Postumia di Fotografia - Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti(Mantova). Nel 2003 espone allo Stoke Museum and Art Gallery(Bath, UK). Lesue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche, ad esempio al Reiss Engelhorn Museen-Manheim (Germania), al Museo d’arte Moderna - Gazoldo degli Ippoliti (Mantova), all’University of Texas - Austin “The college of fine Arts”, fondazione H. Gernsheim e al Museo d’arte moderna e contemporanea di Modena.