Pomegranate #1

  • Simona Rizzo
  • 2014
  • N. Inv. 291.16.04
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Still life
Formato M
60x60cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Cornice Americana Montaggio
 

Questo scatto può essere ricondotto alla tipologia della Vanitas, sottogenere della natura morta, caratterizzato da espliciti riferimenti alla caducità della vita terrena. Fiori appassiti, frutta deteriorata e vino rovesciato sulla tavola vogliono testimoniare che la vita è breve, fragile e sempre inafferrabile. E così è anche l’amore. Come racconta Rizzo, questo scatto è «il racconto di un amore finito – la bellezza fugace e il rapido e inevitabile scorrere del tempo».
Simona Rizzo si appassiona alla fotografia per gioco, quando a sette anni una zia le regala una macchina fotografica di seconda mano. Ma il suo percorso prende una direzione inaspettata e crescendo decide di concentrarsi sugli studi classici. A diciott’anni decide di frequentare la facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, e poco prima si laurearsi si sposa e ha due bambini. La loro nascita rappresenta un nuovo periodo per l’artista: da questo momento la fotografia diventa il suo mestiere. Studia da autodidatta, per poi seguire numerosi corsi di specializzazione tenuti da grandi nomi del mondo artistico, come Ludovico Fossà e Francesco Ferla. Con il tempo sviluppa grande interesse per una particolare tecnica fotografica, il light painting: consiste nell’investire di luce il soggetto con una sorgente luminosa proprio come se fosse un pennello, giocando sul chiaroscuro, sul contrasto di luce e non-luce. I soggetti scattati sono nature morte, risultato di studi effettuati dall’artista su alcuni pittori del XVII secolo per il particolare tipo di composizione e l’organizzazione dello spazio: le nature morte sono caratterizzate dalla proiezione su sfondo nero che esalta gli elementi in primo piano, mentre lo spazio è organizzato secondo le regole delle proporzioni auree. Lo stile unico di Simona Rizzo non è rimasto inosservato per molto, come dimostrano le numerose pubblicazioni di alcune sue opere sulla rivista Foto Cult, al momento alcune sono presenti in collezioni private.