Anacapri # 53

  • Carlo D'Orta
  • 2016
  • N. Inv. 296.16.09
  • Edizione 9 + 2 AP
  • Categorie: Architettura, Still life, Astratto
Formato M
76x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Cornice Vetrina Montaggio
 
76x80cm Dimensioni
Inkjet pigmented print su carta Hahnemuhle Tecnica
Cornice Vetrina Montaggio
 
76x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 
Formato XL
120x126cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 

All’interno della ricerca artistica di Carlo D’Orta, il legame tra architettura e fotografia si traduce in immagini in cui la totalità dell’insieme risulta disarticolata, arrivando a coglierne esclusivamente alcuni dettagli. In questo caso, lo sguardo cade sul portale della Casa Rossa di Anacapri costruita, tra 1876 e 1899, su volere di John Clay Mackowen secondo uno stile eclettico che fonde elementi di origine medievale, merlature arabeggianti, colonnati di matrice classica e vezzi di sapore isolano.
Già fotografo per passione, nel 2003 D’Orta decide di approfondire le proprie attitudini artistiche. Frequenta corsi avanzati di pittura e fotografia presso la University of Fine Arts di Roma e lo IED di Milano: la sua tecnica fotografica subisce una completa trasformazione. L’artista inizia a dedicarsi a uno stile che tende all’astrazione e risalta l’importanza del colore, rendendo lo scatto molto vicino alla rappresentazione pittorica. Oggetto della sua fotografia è spesso un particolare architettonico, preferibilmente decontestualizzato, o ritratti deformati dai riflessi delle vetrate, centrali nelle due serie Berlino: il Bianco, il Grigio, la Luce e Vibrazioni. Nel frattempo matura una particolare inclinazione surrealista che trova massima espressione in Paesaggi Surreali: il movimento viene valorizzato con la particolare tecnica di specchi che deformano l’immagine. D’Orta torna, poi, all’attenzione per le forme e l’astrazione geometrica e nel 2013 avvia la serie (Re)FineArt, in cui ritrae grandi raffinerie e complessi industriali, qui rivalutati in chiave artistica. Torna di nuovo alla tridimensionalità con la serie (S)Composizioni. Tra il 2012 e il 2015 nasce la serie Liquidance, realizzata per l’Accademia Nazionale di Danza. Nel 2015 partecipa ad Arte Fiera (Romberg Arte Contemporanea Gallery). Nel 2016 partecipa al MIA Photo Fair con la personale Biocities II, Traslazioni e Vibrazioni - a cura di Italo Bergantini. Nel 2017 è al National Museum di Singapore con Italian Vibrations, col patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura a Singapore. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche come il Museo di Arte Contemporanea Palazzo Collicola, Collezione 2.0 (Spoleto) e l’istituto Italiano di Cultura a New York.
 Partecipa a numerosi premi nazionali e internazionali come il Sony World Photography Award, presenta le proprie opere in numerose gallerie pubbliche in Italia, Germania e a New York; sue interviste sono pubblicate su Artitude (2011), AdToday (2014), InsideArt (2016).