Liquidance # 81

  • Carlo D'Orta
  • N. Inv. 296.16.18
  • Edizione 9 + 2 AP
  • Categorie: Movimento

Gli scatti che compongono la serie Liquidance colpiscono l’osservatore per l’immediatezza e la freschezza del linguaggio espressivo.
La riflessione artistica di Carlo D’Orta si sposta momentaneamente dal mondo dell’architettura a quello della danza, orchestrando sofisticate coreografie fatte di cromie brillanti e di forti contrasti, che raccontano in modo inedito la nuova realtà presa in esame. L’occhio del fotografo non si sofferma meramente sui dettagli coreutici, ma reinterpreta i diversi soggetti in modo dinamico e vibrante. I corpi delle ballerine sono sì il fulcro compositivo di ciascuno scatto ma, al tempo stesso, vengono trasfigurati in sagome e in ombre, dando vita a delle immagini a tratti fluide ed evanescenti, quasi liquide e prive di contorni. Le luci contribuiscono ad annullare qualsiasi richiamo alla realtà oggettiva, tramutando ogni elemento in pura percezione. Il mondo della danza si trasforma così in una poetica raccolta di forme e di segni, di geometrie e di ritmi compositivi, tenuti insieme da un equilibrio onirico e visionario. Il risultato è una ricerca artistica che sconfina oltre i limiti tradizionalmente imposti dalla fotografia, mettendo in luce continui effetti pittorici e sofisticati giochi di superficie.
Già fotografo per passione, nel 2003 D’Orta decide di approfondire le proprie attitudini artistiche. Frequenta corsi avanzati di pittura e fotografia presso la University of Fine Arts di Roma e lo IED di Milano: la sua tecnica fotografica subisce una completa trasformazione. L’artista inizia a dedicarsi a uno stile che tende all’astrazione e risalta l’importanza del colore, rendendo lo scatto molto vicino alla rappresentazione pittorica. Oggetto della sua fotografia è spesso un particolare architettonico, preferibilmente decontestualizzato, o ritratti deformati dai riflessi delle vetrate, centrali nelle due serie Berlino: il Bianco, il Grigio, la Luce e Vibrazioni. Nel frattempo matura una particolare inclinazione surrealista che trova massima espressione in Paesaggi Surreali: il movimento viene valorizzato con la particolare tecnica di specchi che deformano l’immagine. D’Orta torna, poi, all’attenzione per le forme e l’astrazione geometrica e nel 2013 avvia la serie (Re)FineArt, in cui ritrae grandi raffinerie e complessi industriali, qui rivalutati in chiave artistica. Torna di nuovo alla tridimensionalità con la serie (S)Composizioni. Tra il 2012 e il 2015 nasce la serie Liquidance, realizzata per l’Accademia Nazionale di Danza. Nel 2015 partecipa ad Arte Fiera (Romberg Arte Contemporanea Gallery). Nel 2016 partecipa al MIA Photo Fair con la personale Biocities II, Traslazioni e Vibrazioni - a cura di Italo Bergantini. Nel 2017 è al National Museum di Singapore con Italian Vibrations, col patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura a Singapore. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche come il Museo di Arte Contemporanea Palazzo Collicola, Collezione 2.0 (Spoleto) e l’istituto Italiano di Cultura a New York.
 Partecipa a numerosi premi nazionali e internazionali come il Sony World Photography Award, presenta le proprie opere in numerose gallerie pubbliche in Italia, Germania e a New York; sue interviste sono pubblicate su Artitude (2011), AdToday (2014), InsideArt (2016).