Coney Island 2

  • Ivano Mercanzin
  • 2015
  • N. Inv. 306.16.01
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Paesaggio
Formato M
57x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Cornice Vetrina Montaggio
 

La penisola di Coney Island è conosciuta nel mondo per le sue spiagge e i suoi luna park, a pochi passi dalla caotica e cosmopolita Manhattan. La serie Coney Island di Ivano Mercanzin vuole giocare con questi elementi, che sono presenti e ritratti in maniera insolita, distante dall’idea di svago, divertimento e piacere che può essere a loro associata.
Le fotografie, in bianco e nero, immortalano scorci deserti di Coney Island privi di presenze umane che rappresenterebbero segnali di vita, di interazione. L’aspetto interessante delle opere risiede in questo ribaltamento, nel capovolgimento del valore e del senso di un luogo per mezzo di una fotografia che coglie con estrema sensibilità una sfaccettatura insolita. L’ambientazione degli scatti è spettrale, e si è portati a fare un viaggio immaginario in questi luoghi artificiali ma privi di vita, culla del divertimento estivo ma ritratti, verosimilmente, in un inverno freddo e ventoso in cui il grigio penetra dagli occhi e si insinua nell’animo.
Ivano Mercanzin avvia il suo percorso artistico nel 2011 e il nuovo mondo della fotografia lo rapisce fin da subito. Luci e ombre catturano l’attenzione dell’artista, che decide di concentrarsi sulla tecnica del bianco e nero per ritrarre piccole e grandi storie: da un lato troviamo i racconti della campagna vicentina e dei suoi borghi, specchio di sentimenti semplici ma incredibilmente autentici e fondamentali per Mercanzin, che in queste terre è nato. Terra Madre, Notturno Vicentino e Le vite degli altri veicolano la memoria del suo passato, presente nell’artista in quanto ricordo indelebile, come una vecchia foto di famiglia. Lo spettatore, però, ha anche l’occasione di osservare la realtà di una grande metropoli come New York City, mondo più esteso e complesso, di cui l’artista riesce a catturare il profilo più umano e lineare nelle serie Subway e Faces of NYC. Nel veloce movimento della metropolitana è facile riconoscere lo scopo artistico di Mercanzin: inseguire tracce di vita, ritrarre una scelta nei visi dei passeggeri che, attraverso i loro gesti e l’uso attento del bianco e nero, diventano un quadro nel quadro: la complessità delle cose semplici, di una giovane donna che attraversa di fretta un ponte a Venezia, ma anche la pace di un anziano signore che riposa su una panchina. Critici e pittori hanno colto la sua profondità, tanto da aiutare il fotografo a realizzare mostre personali e partecipare a esibizioni collettive. Nel 2013 lo troviamo all’Art Caffè Letterario di Roma, presso il Punto Ottico Humaneyes di New York nel 2015, mentre il 2016 è l’anno della mostra Eurasia a Bangkok.