Poggioreale 2

  • Ivano Mercanzin
  • 2013
  • N. Inv. 306.16.07
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Architettura
Formato M
45x60cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Cornice Vetrina Montaggio
 

Le rovine e i ruderi di Poggioreale sono i protagonisti dell’omonima serie di scatti realizzati da Ivano Mercanzin. Attraverso queste opere l’artista fa rivivere la storia di questo piccolo borgo e il suo occhio coglie con sensibilità le sfumature più intime e fragili che si annidano dentro questi edifici in rovina. Le immagini mostrano porte e finestre, vie d’accesso in luoghi della memoria che il tempo ha scalfito solo esteriormente. I colori accesi, anche se scrostati dal passare degli anni, testimoniano la vita che ha abitato in queste case e vuole ricordare come nella quotidianità si possano nascondere tracce che resteranno indelebili nel tempo e nella storia. La fragilità del passato diviene quindi protagonista di una ricerca nata dal bisogno di ritrovare il contatto con un universo dimenticato ma ancora straordinariamente vivo, un cuore pulsante che attira riflessioni e momenti, scaglie di un piccolo mondo caduto in rovina eppure fonte di una vitalità profonda e toccante.
Ivano Mercanzin avvia il suo percorso artistico nel 2011 e il nuovo mondo della fotografia lo rapisce fin da subito. Luci e ombre catturano l’attenzione dell’artista, che decide di concentrarsi sulla tecnica del bianco e nero per ritrarre piccole e grandi storie: da un lato troviamo i racconti della campagna vicentina e dei suoi borghi, specchio di sentimenti semplici ma incredibilmente autentici e fondamentali per Mercanzin, che in queste terre è nato. Terra Madre, Notturno Vicentino e Le vite degli altri veicolano la memoria del suo passato, presente nell’artista in quanto ricordo indelebile, come una vecchia foto di famiglia. Lo spettatore, però, ha anche l’occasione di osservare la realtà di una grande metropoli come New York City, mondo più esteso e complesso, di cui l’artista riesce a catturare il profilo più umano e lineare nelle serie Subway e Faces of NYC. Nel veloce movimento della metropolitana è facile riconoscere lo scopo artistico di Mercanzin: inseguire tracce di vita, ritrarre una scelta nei visi dei passeggeri che, attraverso i loro gesti e l’uso attento del bianco e nero, diventano un quadro nel quadro: la complessità delle cose semplici, di una giovane donna che attraversa di fretta un ponte a Venezia, ma anche la pace di un anziano signore che riposa su una panchina. Critici e pittori hanno colto la sua profondità, tanto da aiutare il fotografo a realizzare mostre personali e partecipare a esibizioni collettive. Nel 2013 lo troviamo all’Art Caffè Letterario di Roma, presso il Punto Ottico Humaneyes di New York nel 2015, mentre il 2016 è l’anno della mostra Eurasia a Bangkok.