La Mano del Morto

  • Fiorella Vair
  • 2016
  • N. Inv. 319.16.06
  • Edizione + 2 AP
  • Categorie: Ritratto, Persone

Quattro donne misteriose, delle quali non si conosce il volto, mostrano in ogni fotografia alcune carte da gioco. Gli abiti delle donne sono semplici e leggermente lavorati, mentre gli elementi accessori - polvere, tatuaggi e gioielli - sono intriganti e infittiscono il mistero che le avvolge. L’atmosfera degli scatti è cupa, la luce è quasi sempre scarsa e mai diretta, contribuendo a dare vita a giochi di ombre. Al centro di ogni immagine ci sono le carte da gioco, usate e segnate dal tempo, da sempre cariche di simboli e portatrici di significati nascosti. In ogni fotografia viene mostrato almeno un asso, il cui seme cambia e si ripete all’interno della serie; oltre agli assi, in due delle fotografie ci sono carte nascoste oppure due carte di semi diversi ma con lo stesso numero. Il significato di questa scelta sfugge al primo impatto, si è spinti quindi a una continua osservazione per provare a comprendere i perché di questa scelta.
Completato il percorso scolastico, Fiorella Vair sente la necessità di veicolare la propria visione del mondo e trova la soluzione quando suo padre le regala la prima macchina fotografica che diventa la sua “migliore amica”. Timida e ingenuamente confinata in un suo mondo di fantasia alimentato dalle numerose letture che da sempre la accompagnano, la giovane artista trova in questa forma artistica un importante canale di sfogo e di auto-rappresentazione. Dopo la prematura morte del padre smette di scattare, per riprendere tre anni dopo, quando le viene regalata una Lumix: è il momento in cui capisce di voler fare della fotografia la sua professione. Da street photographer si specializza sempre più nella ritrattistica ad ottiche fisse, tecnica che consente scatti in condizioni di scarsa luminosità e controllo della profondità di campo. Fiorella Vair scopre anche la fotografia come strumento di conoscenza di se stessa attraverso l’autoscatto. Ispirata da Brooke Shaden, riesce ad affrontare ansie paure e la malinconia nascosta sotto una corazza di ironia. Per questo motivo l’artista tende a modificare i propri scatti attraverso appositi programmi, in modo da riuscire a creare la propria visione del mondo in un gioco di continua crescita. Negli ultimi anni ottiene importanti pubblicazioni e riconoscimenti: nel 2015 e 2016 pubblica su Digitalcamera e Nikon Photography, per poi vincere il Nikon Talent nella sezione The best young.