Atom Heart

  • Mark Cooper
  • 2013
  • N. Inv. 32.14.04
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Astratto, Concept, Architettura
Formato M
53x80cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 
Formato XL
124x187cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
124x187cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata su Dibond Montaggio
 
124x187cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 
124x187cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass opaco Montaggio
 
180x270cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Sola stampa Montaggio
 
180x270cm Dimensioni
Digital C Print su carta Fuji DP II Tecnica
Montata sotto plexiglass Montaggio
 

L'opera Atom Heart rientra nella serie Elements of the Next Dimension. Con questo lavoro l'artista cerca di andare oltre il puro dato oggettivo di cui la realtà è costruita creando strutture senza tempo, dando respiro ad un'urgenza interiore, necessità e bisogno d'espressione. L'indagine artistica lo conduce a trasformare ogni elemento tangibile in un'esplosione astratta di forme e colori. Il cuore ritratto in quest'opera assume dunque le sembianze metafisiche di un atomo potenzialmente colmo di tutte le sfumature del reale, trasportando chi lo guarda in una dimensione platonica e al tempo stesso estremamente plastica di un sentimento dinamico come l'amore.
In Elements of the Next Dimension Mark Cooper si discosta nuovamente dai soggetti e dai modi della rappresentazione fotografica più tradizionale per andare incontro a sperimentazioni visive inedite. Come lo stesso Cooper ha sottolineato, questa serie muove da un’esigenza ben precisa, ovvero la necessità di ritornare al tempo dell’infanzia e alle giornate passate a osservare il mondo circostante, filtrandolo con l’aiuto di un caleidoscopio; un mondo diverso, fatto di infinite geometrie e di colori vivaci, in continuo mutamento. Queste reminiscenze si materializzano concretamente, scatto dopo scatto, in modo sempre differente. Il punto di partenza comune è ancora una volta la realtà urbana circostante, colta in tutti i suoi particolari più inosservati, che viene catturata, frammentata e trasfigurata per dare vita a una nuova dimensione, la “dimensione successiva”. Sono proprio i dettagli, trascurati dai più, ma essenziali nella poetica figurativa del fotografo, a divenire il fulcro compositivo di ciascuna immagine, articolati secondo simmetrie infinite, simili a costellazioni celesti. Queste immagini sono l’espressione di un nuovo e diverso modo di indagare la realtà, senza mai dimenticare la nostra innata capacità di stupirci e di meravigliarci di tutto ciò che ci circonda.
Mark Cooper cresce e si diploma nel Regno Unito. Parallelamente all’attività di fotografo freelance con base a Londra, ha realizzato reportage all’estero, soprattutto in Medio Oriente e Africa settentrionale. Nel 1993 lascia Londra, dove ha vissuto per dodici anni, e si trasferisce in Piemonte, nella provincia di Alessandria. Nella città piemontese apre il suo studio e si specializza in fotografia aerea, che gli vale la pubblicazione su importanti volumi dedicati al patrimonio naturale del Monferrato. Dedica la propria ricerca fotografica al progetto Earthscapes - L'arte del Paesaggio, di cui hanno scritto Elisabetta Longari, docente di Storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, e Aldo Gilardi, noto storico dell’arte e fondatore della Fonoteca Nazionale Storica, e a cui Foto Spiegel, la rivista ufficiale della Sony, nel 2010 ha dedicato uno speciale di otto pagine. Con il titolo Monferrato Earthscapes il progetto è stato più volte esposto tra il 2011 e il 2014 in differenti contesti piemontesi. Nel corso degli anni, Mark Cooper approfondisce differenti ricerche artistiche, come le serie Urban Jungle e Elements of the Next Dimension, che contamina con una forte tendenza astratta. Nel 2014 partecipa con uno stand monografico alla quarta edizione di MIA – Milan Image Art Fair nella sezione ‘Proposta MIA’, viene contattato dall’Associazione Nazionale Città del Vino per realizzare una grande personale al Forum Universale delle Culture, promosso a Benevento dall’UNESCO. Nel 2015 vince il premio Davide Lajolo – Il Ramarro grazie ad uno straordinario lavoro di interpretazione e trasfigurazione artistica del territorio monferrino.