Traces

  • Roberto Mangano
  • 2012
  • N. Inv. 322.16.03
  • Edizione 100 + 2 AP
  • Categorie: Paesaggio

Le fotografie di Roberto Mangano ritraggono paesaggi che vengono ingranditi fino al minimo dettaglio: si ha l’impressione di trovarsi al cospetto di immagini tratte da un microscopio che trasforma sabbia, paludi e terra in microrganismi che danno vita ad un’unica grande realtà. È interessante notare come il paesaggio possa diventare dettaglio, come questa serie di scatti colori di luce nuova e straniante un genere a noi molto familiare. A comporre la serie ci sono immagini al limite tra fotografia e pittura, scorci che sembrano essere stati disegnati a mano libera: si tratta di astrazioni tratte dalla natura, di rielaborazioni nate dalla genialità di un occhio che vuole cercare qualcosa che va oltre, che vuole scovare una versione inedita di quanto la maestosità di questo mondo possa offrire. In questo senso le forme, le linee e i colori dell’ambiente naturale assumono un’importanza diversa e concorrono a creare una materia nuova e tangibile, plasmata con il contributo della creatività dell’artista.
Dopo aver trascorso infanzia e adolescenza in Sicilia, sua terra natale, fin da giovane Mangano inaugura un percorso artistico molto particolare. Studia Fotografia di scena presso l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e così organizza le prime mostre personali e collettive inerenti a questo genere fotografico, oltre che a varie pubblicazioni. Viaggiatore incallito, Roberto Mangano porta sempre con sé la macchina fotografica, allo scopo di riprendere la normalità del quotidiano nei volti dei soggetti umani e in tutti gli oggetti ritratti. Predilige il digitale e il colore, come emerge da tutte le sue serie fotografiche, in cui colori forti si abbinano a paesaggi e ritratti per veicolari al meglio le sensazioni e le emozioni di viaggi in terre lontane.Particolarmente importanti le riprese effettuate in Rajastan, India, per la mostra road_stan, esempio di una tecnica che si avvicina molto alla street photography. Nel settembre del 2016 l’artista partecipa al Segni Festival di Capo di Ponte (BS) con la mostra natural_abstractions, che si differenzia dagli altri suoi lavori per la tecnica scelta: il fotografo si interroga sulla distanza utile all’occhio umano per identificare un oggetto, e quindi decide di allargare o ridurre questa prospettiva in modo che questo non sia più identificabile come tale, ma solo come texture.