Progetto Blossfeldt #6

  • Giorgio Majno
  • 2011
  • N. Inv. 474.17.06
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Astratto, Still life

La ricerca artistica di Giorgio Majno ruota attorno al tema della natura, vista come una realtà da indagare, da ammirare e, al tempo stesso, da tutelare. Progetto Blossfeldt (2011) si orienta verso questa prima direzione, raccogliendo al suo interno scatti in bianco e nero attraverso i quali l’elemento naturale è minuziosamente studiato nei suoi dettagli più minimi ed evocativi. Il risultato è dato da immagini che rivelano l’essenza più nascosta delle forme della natura che, a loro volta, danno vita a composizioni tendenti all’astrazione. Il titolo della serie, così come il modus operandi di Majno, richiama alla mente l’opera di Karl Blossfeldt, autore di suggestive fotografie scientifiche. Blossfeldt non fu un fotografo di professione ma un insegnante di disegno presso l’Accademia d’Arte di Berlino e utilizzò questi scatti come strumento didattico per i suoi allievi. Ricorrendo all’ausilio di accurati ingrandimenti e di un’attenta illuminazione, egli fu in grado di esaltare la singolarità formale di ogni soggetto indagato, mettendo in luce lo stretto legame che si instaurava tra arte e natura. Attraverso le sue fotografie anche Majno consolida e celebra questo innato legame, ricreando armonie compositive e astrazioni formali in cui va disvelandosi, scatto dopo scatto, la magia della natura.
Milanese di nascita, dopo aver concluso gli studi classici si iscrive al DAMS di Bologna, dove sviluppa un forte interesse per l’arte fotografica. Si laurea con una tesi sulla fotografia con la quale ottiene una borsa di studio presso la Southern Illinois University, dipartimento di Cinema e Fotografia. Concluso il Master in Fine Arts negli Stati Uniti con una tesi sul ritratto fotografico,Giorgio Majno sviluppa un forte interesse per la slit camera: gli scatti sono pensati per una riproduzione su lunghe tele in bianco e nero, in modo da rendere l’idea del movimento. il fotografo infatti coglie l’elemento umano in movimento, non congela lʼattimo ma lo segue, ne diventa parte, lo estende. 
Negli anni successivi prevale l’interesse per lo scatto paesaggistico e in particolare si concentra sulla fotografia dei più antichi giardini d’Italia:da qui si sviluppa il fascino per la figura dell’albero nella sua totalità, cui dedica le serie Terra incognita e Stabilitas Loci. Di questo percorso stilistico fanno parte le sue collaborazioni con case editrici quali Skirà, per la quale scatta le fotografie del volume su Villa Necchi Campiglio di Milano. Nel 1985 espone per la prima volta in un’esibizione individuale, cui seguono esibizioni collettive in Italia e all’estero: delle numerose collettive in tutta Italia le più rilevanti sono la MIA Photo Fair di Milano per le edizioni del 2011, 2012 e poi 2016. Galleristi e curatori di mostre notano il suo talento e lo invitano a partecipare anche a esibizioni all’estero. Londra, Rhode Island, Hawaii sono solo alcune delle mete che hanno ospitato collettive cui Majno ha partecipato. 
Coniugando la sua passione e la sua professione, intraprende la carriera universitaria prima presso lo IED di Milano, poi alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA). Ad oggi è docente di Storia e tecnica della fotografia presso il corso di laurea Disegno industriale dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, continuando a collaborare regolarmente con alcune riviste come Elle decor.