Pagoda

  • Samir Khadem
  • 2014
  • N. Inv. 67.15.06
  • Edizione 30 + 2 AP
  • Categorie: Architettura

In uno scritto portoghese, datato 1516, compare per la prima volta il termine ‘pagoda’. Di origine incerta, secondo alcune fonti buddhiste sanscrita o singalese, la parola designa una torre costituita da diversi piani, ciascuno dei quali dotato di un proprio tetto, generalmente di forma quadrangolare o ottagonale. Principalmente, ma non esclusivamente, destinato a scopi religiosi, questo edificio comune in Cina, Corea, Giappone e Nepal ha preso forma nella mente del fotografo di fronte a un complesso architettonico contemporaneo nel cuore di Milano. Lo sfondo blu di un tramonto e i bagliori dei lampioni che si animano all’imbrunire fanno il loro ingresso sulla scena di un teatro di vetro affinché uno scintillante spettacolo di luci, ora calde, ora fredde, abbia inizio.
Samir Khadem, fotografo di origini siriane, è da sempre appassionato di immagini e tecnologia. Dal 2010 si dedica alla fotografia d’arte, dopo un’esperienza decennale nel settore della comunicazione. Continuando a sperimentare approcci e stili sempre nuovi, sviluppa un occhio eclettico, capace di rivolgersi ai diversi generi fotografici con una particolare attenzione all’architettura moderna e alla street photography. Dopo la prima pubblicazione sul magazine T. Generation (N°56), nel 2013 la rivista Digital Camera sceglie un suo scatto per la copertina e gli dedica un’approfondita intervista e, ancora, l’anno successivo pubblica sue fotografie anche su Nikon Special - Photo Professional France e Nikon Speciale – N photography Italy. Segnalato dalla Commissione Artistica dell’Associazione Parco Arese Borromeo nel 2013, avvia la sua carriera espositiva con la mostra Riflessi, presso la galleria Bazzini 15 di Milano. Seguono, nel 2014 la partecipazione a un’esibizione collettiva presso Assab One di Milano e un’esposizione permanente presso Pleasure Art Cafè (Milano). Da vero ‘cacciatore urbano’, come lui si definisce, approfondisce nuove tecniche di ripresa e post-produzione indirizzando la sua ricerca fotografica verso un costante miglioramento. Nel 2014 vince il prestigioso Primo Premio Targa Oro sezione ‘Fotografia’ al premio Arte Cairo Editore di Milano.