La realtà-altra di Anton F.

Un approccio alla fotografia un po’ strano il tuo…

«Ho sempre utilizzato la fotografia per mostrare un’altra realtà o comunque ciò che non si vede necessariamente al primo colpo d’occhio: un riflesso in una pozza d’acqua camminando per la strada una linea di orizzonte segnata da tralci di vigne o da un cimitero. Adoro l’ambiguità tra immaginario e realtà. Tale approccio mi permette anche di collocarmi al limite tra fotografia e pittura».

Dove e quando hai mosso i tuoi primi passi?

«La fotografia è sempre stata presente nella mia vita; provengo da una famiglia in cui la fotografia e la pittura sono state onnipresenti mia nonna per esempio era un’ottima pittrice. Per molto tempo la fotografia ha costituito il mio “giardino segreto” poi nel 2012 mi sono definitivamente dedicato a questa disciplina. Fatale è stato l’incontro con Olivier Bourdon titolare della Galerie de l’Europe di Parigi e di un appassionato d’arte che mi ha spinto a creare un lavoro sviluppato perlopiù per serie fotografiche».

Arriviamo alle opere di Alidem. A quale serie appartengono?

«Questa serie si intitola Métamorphoses e risale al 2014. Il lavoro di ricerca e gli scatti sono stati realizzati nell’arco di sei mesi».

Cosa intendi comunicare?

«Ho voluto indagare il concetto di bellezza e il corpo con occhi diversi. Provo a svelare il fascino dell’imperfezione. Queste fotografie mi permettono di esaltare i sentimenti di rendere partecipe e di sorprendere l’osservatore».

Di quale tecnica ti sei avvalso?

«Métamorphoses è ambientata in un luogo singolare; ho fotografato il riflesso di alcune modelle su un piccolo bacino d’acqua piovana che a causa del vento e della luce si è trasformato in uno specchio deformante. In realtà i volti i corpi e le pose di queste donne esprimono innanzitutto delle emozioni decifrabili più o meno naturalmente. Tuttavia queste fotografie devono essere anche lette come personale reinterpretazione di alcuni quadri realizzati da grandi pittori del passato in una sorta di omaggio».

Progetti futuri?

«Sono solito lavorare su diversi progetti contemporaneamente. A breve si terrà una mia personale a Bordeaux durante la quale esporrò una serie dedicata all’Africa. Poi lo stesso progetto sarà oggetto di un’altra mostra che avrà luogo a Parigi durante gli ultimi mesi invernali di quest’anno».